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Introduzione
Il fantastico racconto
di Marco Colangione mi ha riportato in mente una frase che da anni
utilizzo come risposta semiseria a chi mi chiede se ho una penna
da prestargli: "Certo che ce l'ho, senza penna non esco di casa".
Non ho mai capito bene perchè rispondo in questo modo, forse per
dimostrare la mia incredulità al mio occasionale interlocutore sul
fatto che lui si trovi senza penna, infatti quelle rare volte che
mi è, ahimè, capitato di trovarmi senza mi sono precipitato al primo
tabaccaio-cartoleria per comperarne una. Se poi trovo in mostra
una stilo a buon mercato non resisto e la compro: non so resistere
al fascino dell'inchiostro, ancora meglio se in una accattivante
boccetta dal sapore antico.
Adesso finalmente, grazie a "La potenza pennigrafa", ho scoperto
a mia volta chi è stato l'autore di questa rivoluzionaria scoperta
che è rappresentata dal binomio penna-inchiostro: non poteva che
essere mister X, e che essere trattato come pazzo dai suoi contemporanei.
La penna, l'inchiostro e le opere d'arte che il genio di mister
X produceva li obbligava a pensare, a cercare di andare oltre l'evidenza,
in una parola, a mettersi in discussione. Tutte cose queste che
non sono mai piaciute a chi pensa sempre di sapere tutto, di aver
capito tutto e di non aver bisogno di niente e nessuno: non sono
costoro sempre e comunque la maggioranza anche oggi? Quanti sono
quelli che hanno sempre la penna in tasca? E quanti, la utilizzano
per comunicare i loro pensieri e i loro sentimenti? Certamente non
molti, comunque sempre meno.
Adesso poi non si scrive più, la penna e l'inchiostro sono in estinzione,
ora si "clicca" con il "mouse", si "naviga in rete", si scaricano
un sacco di file", ma spesso, troppo spesso, si rischia di rimanere
a secco a due passi da casa, ben lungi da dove la fantasia della
penna e dell'inchiostro ci possono portare. La nostra speranza che
dietro l'angolo, nascosti in mezzo alle tante persone che consideriamo
diversi o pazze, ci siano due nuovi signori, X e Scuz, che inventino
altre penne magiche e inchiostri miracolosi che ci permettano di
riparlare con chi è vicino a noi.
(Presidente della I°
Commissione Consiliare Permanente Cultura Comune di Roma)
Enzo D'Arcangelo
Capitolo I°
La nascita della penna
Nell'anno "x", il mese "x", giorno "x", in una data ora "x", un
signor, che ovviamente si chiama "x" ha la possibilità di fare una
gigantesca e colossale scoperta: la penna. Questo avvenimento, negli
anni a venire, avrebbe sconvolto il mondo intero, ma il signor X
momentaneamente lo ignorava, perchè si dà il caso che lui, questa
grandiosa scoperta, non la considerava tale. Era solo un gioco avere
questo oggettino in mano e vedere che appena toccava qualsiasi superficie,
essa si sporcava. Non appena vedeva questo effetto, il signore X
si piegava in due dalle risate, ed il bello era che non riusciva
a fermare le sue risate. Dopo due ore, due ore e mezza dalla creazione
di questo potente oggetto, aveva in pratica inondato di inchiostro
tutto il proprio laboratorio e ormai, avendoci preso gusto, incominciava
a sporcare tutta la casa: la moglie, i figli, il fratello non appena
si avvicinavano immediatamente venivano impiastricciati d'inchiostro.
Sembrava impazzito. Appena finito di sporcare la propria casa, iniziò
a sporcare quella dei parenti più stretti. Quando finì di sporcare
le case dei suoi parenti, uscì per la strada e ridendo macchiava
d'inchiostro tutto quello che vedeva e toccava; era diventato una
specie di sporcatutto in giro per la città, ed incominciava a essere
considerato pericoloso. Superato il primo momento di stupore e in
un certo qual modo di divertimento, la gente iniziò a pensare che
doveva fermarlo. La cosa non era semplice perchè prima di dare inizio
all'azione lo scopritore aveva uno sgurado ironico e da presa per
il culo.
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